La maggior parte delle persone riconosce il simbolo standard di idoneità al microonde non appena lo vede: quelle tre linee ondulate, di solito posizionate accanto a un’immagine di un piatto o di un forno a microonde. Il significato è semplice: il contenitore non si scioglierà né rilascerà sostanze nocive quando riscaldato nel microonde. A volte, invece dei simboli, i produttori stampano direttamente sulla confezione la dicitura «Idoneo al microonde» oppure indicano temperature specifiche, ad esempio «fino a 250 gradi Fahrenheit» (circa 121 gradi Celsius). Queste indicazioni vengono generalmente stampate sul fondo dei contenitori, anche se con il tempo possono sbiadire notevolmente, quindi osservare con attenzione. Se non è riportata assolutamente alcuna indicazione, provare il classico test dell’acqua: mettere un contenitore vuoto accanto a una tazza normale piena d’acqua nel microonde e farlo funzionare alla massima potenza per un minuto. Il trucco funziona perché gli oggetti realmente idonei al microonde rimangono freddi, mentre l’acqua si scalda. Questo semplice test ha salvato molte persone dall’acquisto di stoviglie che sembravano sicure, ma in realtà non lo erano.

La FDA statunitense valuta la sicurezza chimica per quanto riguarda l’uso nel microonde, affermando sostanzialmente che i materiali possono essere utilizzati purché non rilascino sostanze negli alimenti oltre determinati limiti; tuttavia, non esiste alcun simbolo ufficiale obbligatorio. In Europa, invece, le cose funzionano in modo diverso. La norma europea EN 13432 richiede controlli molto più approfonditi, non solo sulla resistenza strutturale dei contenitori, ma anche sulla stabilità dei composti chimici in condizioni di riscaldamento. Solitamente si richiedono anche etichette specifiche per dimostrare che i prodotti soddisfano tali requisiti. Queste differenze normative creano effettivi problemi per i consumatori. Secondo recenti studi sulla sicurezza in cucina, circa una persona su cinque risulta confusa sul reale significato delle indicazioni relative all’uso nel microonde. Di seguito sono riportate le principali differenze da considerare:
| Regione | Focus normativo | Obbligo di simbolo | Norma di prova |
|---|---|---|---|
| U.S. | Limiti di migrazione chimica | Nessuno | FDA CFR 21 |
| EU | Integrità strutturale + cessione | Spesso richiesto | EN 13432 |
Quando si acquistano prodotti distribuiti a livello internazionale, verificare le certificazioni regionali, non solo le dichiarazioni di marketing, per garantire una valida conformità in termini di sicurezza.
Quando si tratta di stoviglie adatte al microonde, il polipropilene (PP) e il vetro temprato si distinguono come le scelte migliori per sicurezza e durata. Il PP, che riporta sul prodotto il codice di riciclabilità #5, resiste a temperature fino a circa 120 gradi Celsius (ovvero circa 248 gradi Fahrenheit). Questi contenitori in plastica mantengono la loro forma anche dopo essere stati riscaldati decine di volte nel microonde e non rilasciano sostanze chimiche nocive, purché siano stati correttamente prodotti e non presentino danni. Il vetro temprato o il vetro borosilicato rappresentano un’altra ottima alternativa, poiché questi materiali non reagiscono affatto con gli alimenti: non assorbono nulla, non interagiscono chimicamente e resistono ai bruschi cambiamenti di temperatura senza creparsi. I produttori sottopongono entrambi i tipi di materiale a test conformi agli standard della FDA per un utilizzo ripetuto nel microonde, rendendoli quindi particolarmente adatti per il riscaldamento quotidiano degli alimenti. Prima dell’acquisto, cercate il simbolo della linea ondulata sui prodotti e verificate attentamente di quale materiale sono costituiti, aspetto particolarmente importante se vogliamo che le nostre stoviglie durino anni invece che mesi, garantendoci sicurezza anche a lungo termine.
L'uso di contenitori in melamina, polistirene (PS) e foglie di palma nei forni a microonde può essere effettivamente piuttosto pericoloso, poiché questi materiali non sopportano bene il calore dal punto di vista chimico. La melamina inizia a rilasciare formaldeide — una sostanza nota per essere cancerogena — quando raggiunge una temperatura di circa 70 gradi Celsius. Le persone esposte regolarmente a questa sostanza potrebbero sviluppare, nel tempo, problemi renali e infiammazioni croniche. Il polistirene (PS), identificato dal numero di riciclo 6, diventa molle e si deforma anche a temperature normali di cottura nel microonde, rilasciando lo stirene, una sostanza che l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro ritiene potenzialmente cancerogena per l'uomo. Infine, sebbene le foglie di palma siano considerate biodegradabili, in realtà si deteriorano rapidamente quando esposte alle radiazioni del microonde anche per brevi periodi: questo processo di degrado rilascia composti organici volatili (VOC) nocivi negli alimenti e genera microfessurazioni nel materiale, riducendone la sicurezza. Studi hanno dimostrato che questi stessi tipi di guasti si verificano ripetutamente in diversi test.
| Materiale | Modo di guasto | Rischi per la Salute |
|---|---|---|
| Melamine | Fuoriuscita Chimica | Danni renali, infiammazione sistemica |
| Polistirene | Deformazione strutturale | Alterazione endocrina |
| Foglia di palma | Emissione VOC | Irritazione respiratoria |
Nessuno è raccomandato per un uso routinario nel microonde: anche cicli brevi accelerano il degrado, soprattutto se l’oggetto presenta segni visibili di usura.
Il semplice fatto che un oggetto sia certificato non significa che rimarrà sicuro per sempre. Quando i contenitori vengono graffiati, quelle minuscole fratture diventano piccole trappole per i batteri e offrono inoltre maggiore spazio alle sostanze chimiche per migrare. Le superfici opache indicano generalmente che la plastica si sta degradando a causa di troppe variazioni termiche. E la deformazione? Si verifica quando le parti si espandono in modo diverso, indebolendo così l’intera struttura. Una ricerca pubblicata lo scorso anno ha dimostrato che i contenitori in polipropilene graffiati rilasciano circa il 40% in più di microplastiche negli alimenti rispetto a quelli privi di danni. Anche il vetro non è completamente sicuro una volta che presenta scheggiature o segni di sollecitazione: queste piccole crepe tendono ad allargarsi al riscaldamento, talvolta causando rotture improvvise o zone pericolosamente calde. L’approccio migliore? Gettare via qualsiasi contenitore che mostri segni di usura prima che insorgano problemi.
Quando qualcosa emana un odore di plastica dopo essere stata nel forno a microonde, ciò significa generalmente che sono stati rilasciati composti organici volatili. Ciò avviene spesso perché gli additivi o le plastiche presenti nel contenitore si sono degradati, in particolare se il contenitore è graffiato o ha subito temperature eccessive. Macchie gialle o brune sulle stoviglie in plastica costituiscono un altro campanello d’allarme: tali colorazioni indicano tipicamente che è avvenuta un’ossidazione oppure che sostanze come coloranti e stabilizzanti si sono migrate, fenomeno che si verifica più frequentemente quando gli alimenti contengono grassi o acidi. Una ricerca pubblicata nel 2023 sulla rivista «Food Safety Journal» ha effettivamente collegato questi segnali visivi a livelli molto più elevati di sostanze chimiche, come antimonio e bisfenoli, che migrano negli alimenti. Qualsiasi contenitore che presenti questi segnali di allerta deve essere immediatamente gettato nella spazzatura, senza esitazione. I test dimostrano che gli oggetti danneggiati possono trasferire contaminanti a una velocità circa 15 volte superiore rispetto a quelli in buone condizioni.